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Etna, allarmismi e falsità

E' piuttosto paradossale che quando finalmente nel nostro Paese si applicano le leggi ci sia qualcuno che tenta di smuovere le folle contestando l'applicazione...Di solito siamo abituati a sentire il contrario ovvero cittadini italiani che contestano la mancata applicazione di leggi esistenti ma mai fatte rispettare del tutto o in parte. Leggiamo quindi un'altra volta con rammarico, una valanga di notizie piuttosto confuse di modo da creare caos per ottenere in questo modo che vinca l'illegalità e non il suo opposto.

E' vero come dice AIGAE, che l'ex articolo 117 della Costituzione ora inserito nella legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, prevede fra l'altro, che sia esclusiva dello Stato creare nuovi titoli professionali, com'è vero che esiste la Legge 4 del 2013, la quale norma le cosiddette professioni non organizzate ovvero quelle non create da leggi o decreti statali e non quindi organizzate in ordini e collegi. E' ovvio che il legislatore abbia voluto in questo modo dare la possibilità di esistere anche a categorie esigue o particolari, non contemplate attualmente dalla legislazione di Stato, ma è anche vero che la suddetta legge recita molto bene i parametri necessari perché una professione atipica venga riconosciuta e tra questi, ed AIGAE lo sa molto bene, la non esistenza di Ordini o Collegi sul territorio regionale, ed in Sicilia esiste, oltre alla necessaria abilitazione che può venire accordata sulla base dei parametri definiti dallo Stato.

Tutto ciò è espresso chiaramente in una interpretazione richiesta proprio da AIGAE alla quale il MISE in concorso col MIBAT ha risposto in questi termini già nel 2015 (mise. AOO_PIT.REGISTRO UFFICIALE(U).0233697.13-11-2015) .

Come se non bastasse, ma è davvero pesante dover sempre ribattere le stesse cose, la sentenza della Corte Costituzionale 459/2005 come già abbiamo fatto più volte notare ad AIGAE non giustifica l'esistenza di Guide di ogni sorta in giro per il Paese ma le delimita sulla base delle esclusive espresse dalla Legge 6/89, basta leggere bene l'articolo 4. Cosa ne deriva da questa indicazione normativa, per le persone che malgrado tutto, operano comunque in attività riservate?

Ne deriva che non possono essere riconosciuti in quanto non in regola con le normative vigenti e di conseguenza esercitano in regime di abusivismo di professione, punito dal Codice penale, quindi un reato.

Siamo convinti da diversi anni che la legge 6/89, la quale disciplina le attività professionali dedicate a quegli ambiti che oggigiorno vengono riconosciuti come Outdoor o Turismo attivo, vada aggiornata e per ben 4 volte abbiamo presentato proposte di variazione ma anche l'ultima presentata a settembre scorso è stata ostacolata proprio da AIGAE che appare come "difensore degli oppressi" ma in realtà non ammette nulla che dia la possibilità di regolarizzare le posizioni di chi appunto opera come abusivo.

Sta di fatto che non tutte le associazioni italiane formate sulla base della legge 4/2013 sono d'accordo con AIGAE e diverse centinaia di guide operanti nel Paese vorrebbero, come noi, una regolarizzazione ed un riconoscimento da parte dello Stato, che a causa degli intoppi descritti non è ancora avvenuta.

Non sappiamo poi da dove derivino gli allarmismi nei confronti di un turismo che disdice le prenotazioni per Natale…su un decreto uscito da due settimane? Ma allora è proprio vero che gli italiani sono indietro rispetto agli altri Paesi europei…

Noi siamo certi non sia così, come siamo certi che si tenti di creare futile allarmismo per tirare l'acqua al proprio mulino. E' allarmismo anche la preoccupazione del CAI. A noi non risulta, e siccome ne condividiamo la sede nazionale oltre ad avere una sezione come Guide Alpine (AGAI) probabilmente qualcosina avremmo sentito in merito.Se come denunciato, l'inciso "accompagnamento ed escursione" risulta poco chiaro, si necessiterebbe tutt'al più di un'interpretazione, di solito non si butta l'acqua sporca con anche il bambino…Come poi abbiamo già svariate volte affermato e continueremo ad affermare, la libera circolazione è sacrosanta, saremmo i primi a contestare il suddetto inciso se ciò non fosse rispettato, ma non per questo tutto il provvedimento.

La libera circolazione non ha nulla a che vedere con l'attività professionale, ognuno dev'essere libero di poter scegliere se avvalersi o meno di un accompagnatore o uscire in escursione in piena autonomia e non per questo si abbandonano al proprio destino gli escursionisti autonomi ma si tutelano invece quelli che decidono in piena coscienza di farsi accompagnare da un professionista e pagano un servizio che dev'essere garante di tutela e non di pressapochismo. Quindi è piuttosto palese il perché non siamo né in onere né eticamente spinti a non rispettare le libertà individuali.

Il "o chiudiamo tutto", "o lasciamo tutto libero" che intrinsecamente propone AIGAE come uniche chances è un giochetto nel quale non cadiamo. Esistono delle vie di mezzo definite già dalle normative. Il Collegio Nazionale delle Guide alpine Italiane inoltre, da anni propone soluzioni per accogliere al proprio interno nuove figure professionali ovviamente nel rispetto di standard formativi seri, qualificanti e che garantiscano all'utente finale capacità di valutare e gestire i rischi che sono insiti nell'ambiente naturale (in particolare su vulcani attivi). Ma da anni queste nostre proposte di apertura sono puntualmente affossate proprio da chi oggi si erge a difesa dell'occupazione (AIGAE). Il motivo? Evidentemente conservare il proprio centro di potere economico e politico, preoccuparsi esclusivamente della propria poltrona.

 

 

Guida Alpina
Stefano Michelazzi
Responsabile Commissione Abusivismo
CONAGAI



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