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Numero chiuso per Monte Bianco e Cervino? Le nuove disposizioni

 

Per il Monte Bianco la Prefettura dell’Alta Savoia (Francia), dopo sei mesi di confronto con i professionisti della montagna, ha introdotto delle regole precise: dal 24 maggio la scalata dal versante francese sarà possibile solo se in possesso di una prenotazione in uno dei tre rifugi lungo l’itinerario — il Goûter (120 posti), il Tête Rousse (74) e il Nid d’Aigle (20) — o nell’area campeggio di Tête Rousse (40 posti). A garantire il rispetto delle regole sarà la gendarmeria di Chamonix e le sanzioni ai trasgressori saranno pesanti: dalle azioni penali per reati ambientali con condanne fino a due anni di carcere e 300.000 euro di multa, alle ammende amministrative fino a 15.000 euro.

 

La stessa cosa si va delineando per il Cervino, perché le Guide alpine del Cervino stanno pensando a regolamentare l’accesso alla Capanna Carrel, tappa quasi obbligata per l’ascensione dalla via normale del versante italiano. Secondo Flavio Bich, presidente della Società delle guide alpine del Cervino, si arriverà alla necessità della prenotazione del posto alla Capanna Carrel, attraverso la Società stessa, proprietaria del bivacco, e sarà creato un regolamento interno per turni di presidio della capanna, da metà luglio a fine agosto, da parte delle guide alpine, perché i sette morti dal versante italiano della scorsa estate sono un  indice dei pericoli del sovraffollamento.

 

«Le guide alpine rispettano le normative delle autorità in fatto di limitazioni. — ha affermato Pietro Giglio, presidente delle guide alpine italiane, intervistato da alcuni media italiani della carta stampata e televisivi — E’ vero che le costituzioni degli Stati europei garantiscono la libertà di movimento sul territorio, ma elencano anche delle limitazioni come quella della sicurezza, e quando si tratta di Monte Bianco e Cervino queste limitazioni sono accettabili. Quando si creano icone come il Monte Bianco e il Cervino si va inevitabilmente incontro a queste problematiche. Si deve modificare l’immaginario collettivo della montagna, per far capire che ci sono altre vette belle da scalare sulle Alpi».

 

La prefettura dell’Alta Savoia ha infine annunciato che verrà aumentata la sicurezza del couloir del Goûter, dove dal 1990 ad oggi sono morti circa cento alpinisti.