Archivi per la categoria ‘guide alpine’

 

dal Corriere della Sera del 27 febbraio 2010

Pala, bollettini e guide: le tre regole anti valanghe

 

Quando nevica di venerdì, sulle Alpi è subito allarme rosso. E al lunedì le cronache registreranno un fine settimana da dimenticare. Ma questo tragico determinismo si può e si deve rompere. Per farlo basta che tutti noi, che oggi e domani, con gli sci, con le ciaspole, a piedi, in motoslitta, facendo fuoripista o eliski, percorreremo la montagna innevata, facciamo realmente i conti con le situazioni che si sono venute a creare. Lassù ad attenderci non ci sarà solo la neve farinosa in cui compiere evoluzioni, la neve che rende il paesaggio affascinante e ovattato. Ci saranno anche le valanghe, spontanee o procurate da noi, ma anche da chi ci segue e da chi ci precede, e cadranno per fatalità, per semplici leggi fisiche o per imperizia. La nevicata delle ultime ore ha accumulato sulla catena alpina un manto nevoso assai variabile da regione a regione. Dal Collegio Nazionale delle Guide Alpine apprendiamo che in Val d’ Aosta ha nevicato molto più a Courmayeur che a Gressoney, ma c’ è stato molto vento in quota. Migliori condizioni ad Alagna, dove sono caduti 15-20 centimetri di neve fresca. A Bormio sono stati una trentina, il che impone una grande attenzione sui pendii ripidi. Gli stessi quantitativi si sono registrati a Campiglio, dove si rilevano però molti strati di neve sovrapposti, che hanno creato dei grossi piani di scorrimento, dando vita a pendii scarsamente consolidati. Nelle Dolomiti orientali invece, dove sono caduti tra i 20 e i 30 centimetri di neve, il consiglio è di sciare alla basse quote, in quanto in alto sono fra l’ altro previste condizioni di scarsa visibilità che aumentano il rischio. Ma si badi bene: sono dati che provengono da una situazione ancora in evoluzione e che potrebbero subire modificazioni anche importanti nel giro di poche ore. Con tutto questo non dobbiamo rinunciare a partire, ma dobbiamo farlo consapevolmente. A cominciare dall’ attrezzatura, che non può limitarsi all’ Arva, ma deve comprendere anche la pala e la sonda, senza le quali l’ apparato elettronico non serve a nulla. E naturalmente tutti e tre questi attrezzi bisogna saperli usare, anche nelle situazioni di stress che si presentano in caso di incidente. Dei bollettini delle valanghe non basta considerare gli indici di pericolo, che per oggi sono attestati intorno al grado 3, marcato. Occorre leggere attentamente anche le parti descrittive per capire la formazione e la condizione attuale degli strati nevosi. Ma il bollettino fornisce indicazioni necessariamente generiche. In caso di dubbio, volendo disporre di notizie specifiche sulla zona nella quale si intende recarsi, meglio rivolgersi agli uffici delle Guide Alpine. Anche un esperto che abbia percorso un itinerario sette giorni prima non può sapere come si sia evoluta la situazione, mentre questi professionisti sono stati con i piedi nella neve tutta la settimana e sanno esattamente in che condizioni si trovi il manto. Ma deve essere soprattutto chiaro un fatto peraltro elementare: l’ attrezzatura, il bollettino, le informazioni sono utili, ma quel che conta è alla fine la valutazione che ciascuno sarà chiamato a compiere sul campo. Tutto dipenderà da quanto ciascuno di noi deciderà di fare quando si troverà con le punte degli sci protese sul pendio. Prevenire è meglio che deprecare e la prevenzione possiamo farla tutti noi, affrontando un’ escursione con queste avvertenze e questa consapevolezza. E tutti noi dobbiamo fornire un contributo affinché di montagna i media si occupino solo per celebrare il fascino di una delle attività più entusiasmanti che si possano svolgere nell’ ambiente naturale. Franco Br L’ arco alpino Valle d’ Aosta Pericolo valanghe forte (quattro su una scala di cinque) in tutto il settore nord-occidentale della Valle d’ Aosta. In tutte le altre zone il grado di pericolo è marcato (tre). Per il fine settimane permane elevata la probabilità di provocare distacchi di ampi lastroni su molti pendii ripidi già al passaggio del singolo sciatore Trentino Alto Adige In Alto Adige nella tarda mattinata di oggi il pericolo valanghe sarà forte (quattro), per poi tornare marcato domani (tre). In Trentino il pericolo è marcato ovunque Veneto e Lombardia In Veneto il pericolo è marcato e ci sono pericoli di distacchi di valanghe oltre i 1900 metri. Anche in Lombardia il pericolo è marcato. Possibili distacchi anche con deboli sovraccarichi

Brevini Franco

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(27 febbraio 2010) – Corriere della Sera

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In marzo una gara di freeride, per skier e snowboarder, lungo i pendii immacolati che scendono dalla cima più alta dell’Appennino modenese

cimone-freeride-Dalla vetta del Cimone giù per una discesa mozzafiato in neve fresca, da percorrere nel minor tempo possibile con gli sci o la tavola da snowboard ai piedi. E’ il Cimone Extreme Freeride, una gara di freeride che il comprensorio sciistico modenese ospita per la prima volta domenica 14 marzo (il 21 marzo in caso di rinvio). Skier e snowboarder si sfideranno lungo i pendii della montagna più alta dell’Appennino Tosco-Emiliano dando vita ad un evento unico e spettacolare, che attirerà sul Cimone i tanti appassionati di questa nuova disciplina che rappresenta l’ultima frontiera in fatto di sport sulla neve. Chi la pratica condivide la passione per la montagna e i suoi silenzi, gli spazi aperti e la libertà di sciare dove nessuno è ancora passato, la ricerca dell’adrenalina e delle emozioni.

 Il 1°Cimone Extreme Freeride è organizzato dal Comprensorio del Cimone, dall’Associazione sportiva Deep Ice e dalla Scuola delle Guide Alpine del Cimone con la collaborazione del Corpo Nazionale Soccorso Alpino. La manifestazione si svolgerà solo in caso di assenza di pericolo valanghe. Le condizioni nivometeorologiche saranno attentamente esaminate prima della gara dal un comitato tecnico di gara composto dalle Guide Alpine del Cimone. La gara prevede due manche con partenza dai 2.165 metri della vetta del Cimone e arrivo ai 1.400 metri del Cimoncino. Il tracciato della prima manche si snoda lungo il versante Nord del Cimone; quello della seconda manche lungo il versante Est. Nella zona di arrivo sarà allestito un grande villaggio dove saranno presenti gli sponsor della manifestazione (main sponsor K2) e le aziende specializzate che presenteranno le ultime novità in tema di attrezzatura e abbigliamento per il freeride.

Possono iscriversi al Cimone Extreme Freeride tutti coloro che hanno un livello tecnico ad

eguato a questa tipologia di discesa.

 Info: 0536-6

2968; 335-6060954; info@deepice.com

SERTORELLI, GUIDE ALPINE: BENE IL DDL BRAMBILLA PER LA SICUREZZA IN MONTAGNA.

UN TURISMO MONTANO SENZA RISCHI UNICA STRADA CERTA PER SCIATORI E PROFESSIONISTI DELLA NEVE

 

“Voglio esprimere la mia più viva soddisfazione per all’attenzione rivolta alle professioni di montagna da parte del Ministro del Turismo, on. Michela Vittoria Brambilla. Lo dico a nome di tutte le Guide Alpine e di tutti gli Accompagnatori di Media Montagna italiani>.

Questo il commento di Erminio Sertorelli, presidente del Collegio Nazionale delle Guide Alpine Italiane, in riferimento al disegno di legge per il riordino delle professioni del turismo  montano presentato in occasione del Forum di Bormio dal Ministro Brambilla.  <Il provvedimento legislativo voluto dal Ministro – ha aggiunto Sertorelli – fa ben sperare – Ritengo infatti che questo testo sia perfettamente in linea con la necessità di aggiornamento del nostro ordinamento professionale. Auspico quindi una rapida approvazione del ddl Brambilla da parte del Governo>-.

Il riordino e la nuova regolamentazione delle professioni di turismo montano consentiranno  alle  Guide Alpine italiane di essere al passo con le nuove esigenze che il settore del turismo montano manifesta progressivamente. <Una volta approvato questo provvedimento – ha dichiarato Sertorelli – saremo finalmente all’avanguardia grazie ad un miglior inquadramento legislativo, che di conseguenza faciliterà anche l’aspetto organizzativo della nostra categoria. Posso sin d’ora comunicare con grande  soddisfazione che l’iniziativa è già oggetto di attenzione da parte delle organizzazioni dei colleghi degli altri paesi alpini. Il che pone l’Italia in una posizione di spicco nel panorama internazionale. Il ddl rappresenta un passo importante verso la diffusione della cultura della sicurezza tra i frequentatori della montagna. Ed è a mio avviso l’unica strada certa per ottenere concreti risultati nella promozione di questo importantissimo settore che non può prescindere dalla tutela del turista. Non mi resta che sperare – ha concluso Sertorelli – che la sinergia tra Ministero del Turismo e Collegio Nazionale delle Guide Alpine possa proseguire anche in futuro per portare benefici al comparto turistico della montagna”

Riportiamo l’articolo pubblicato sul mensile Lo Scarpone del CAI (gennaio 2010) inerente la conferenza “La libertà in montagna sotto una valanga di ..limiti, obblighi, divieti”, tenutasi a Bergamo il 21 novembre 2009.

Convegno 22 nov Palamonti

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