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Si rinnova anche per quest’anno l’appuntamento con la Festa delle Guide di Alagna.
La manifestazione si terrà sabato 26 e domenica 27 giugno 2010.
Vi aspettiamo numerosi!
Programma della festa
DAI 7 AI 97 ANNI, MONTAGNA NO-LIMITS CON LE GUIDE ALPINE
La prima cosa che colpisce sfogliando i programmi messi a punto dalle Guide Alpine e dagli Accompagnatori di Media Montagna, è la varietà. La montagna estiva offre opportunità davvero belle, che possono accontentare chi muove i primi passi in questo ambiente, ma anche rispondere alle esigenze degli alpinisti più esperti. Nelle proposte dell’estate 2010 ci sono programmi che si rivolgono ai ragazzi dai 7 ai 13 anni, trekking coi muli, yoga a un passo dal cielo, scalate di diverso grado e ambiente. Forme e colori che aspettano di essere scoperti: l’acqua, la terra, la roccia, il ghiaccio, il verde di boschi e prati, il fascino magnetico del vulcano, le grotte, i canyon, picchi dai profili rinomati, vallate che aprono il respiro… Si sente la possibilità di divertirsi e rigenerarsi a contatto con la natura, ma se scrutate fra le righe sentirete anche qualcos’altro: l’atmosfera intima del rifugio, del pane e cioccolato, dell’aspettare chi è stanco e arrivare insieme, del riposo dopo la fatica, i racconti, le risate… moltissime opportunità accomunate da un elemento umano: i professionisti che alla montagna riservano tempo e dedizione quotidiani, rispetto, confidenza e, soprattutto, l’entusiasmo di condividerla e fruire con gioia della sua bellezza.
Scarica la brochure:
Alpi Pennine, Retiche, Bernesi e Prealpi Lombarde
Dolomiti, Alpi Noriche, Carniche, Austriache e Sardegna
Appennini, Vulcani siciliani e Pirenei
Anche per la stagione estiva 2010, verrà riconosciuta la gratuità sul biglietto di andata e ritorno sulla linea Cervinia-Plan Maison-Cime Bianche Laghi – Plateau Rosà ogni qualvolta una guida alpina si presenti alle biglietterie in compagnia di clienti unitamente al proprio tesserino internazionale di appartenenza all’U.I.A.G.M.
Gli impianti saranno aperti dal 26 giugno al 29 agosto con la linea Cervinia-Plateau Rosà e dal 30 agosto al 5 settembre con la linea Cervinia-Plan Maison.
Per informazioni:
Cervino S.p.A. – Ufficio Informazioni
Piazzale Funivie
11021 Breuil-Cervinia (AO) Italy
Tel. +39 0166 944 311
Fax +39 0166 944 399
E-mail: info@cervinospa.com
www.cervinia.it
Pubblichiamo la relazione presentata al Ministero del Turismo dal Presidente Sertorelli in merito agli interventi legislativi in materia di sicurezza in montagna.
In quest’ultimo periodo, sollecitati dagli incidenti accaduti in montagna e ripresi con enfasi dagli organi di stampa, numerosi esponenti politici hanno rilasciato dichiarazioni in merito all’emanazione di provvedimenti d’urgenza diretti a garantire una maggiore sicurezza ai frequentatori della montagna.
Ritengo che l’opinione professionale delle Guide Alpine su questo argomento meriti di essere ascoltata in quanto frutto di anni di esperienza maturata nell’accompagnamento degli utenti nei più disparati ambienti montani che il territorio italiano presenta.
Mi siano consentite queste brevi considerazioni sull’attuale situazione:
1.E’ assolutamente necessario, nell’effettuare valutazioni ed eventualmente emanare dispositivi in merito, distinguere nettamente l’ambiente “gestito” (le piste da sci) dal terreno “libero”. In tanti degli interventi riportati nelle ultime settimane dalla stampa, risulta evidente che non sempre questa distinzione fondamentale fa parte del bagaglio di conoscenze di chi esprime la propria opinione sulla “sicurezza in montagna”.In ambiente “gestito” la sicurezza, in particolar modo il cosiddetto “pericolo oggettivo” è delegato ad altri (gestore degli impianti di risalita). Nel terreno “libero” la sicurezza non può essere delegata: ogni persona deve essere in grado di muoversi nelle condizioni di massima sicurezza possibile (che non può mai essere assoluta) e ciascuno deve assumersi la responsabilità dei propri comportamenti.
2.La libertà di movimento su tutto il territorio è un bene garantito dal nostro ordinamento; l’unica limitazione dovrebbe riguardare la proprietà privata, con deroghe quando il terreno è innevato. Tale libertà riguarda sia la libera circolazione degli individui sia la possibilità di scelta di farsi o meno accompagnare da personale qualificato.
3.Interventi di tipo repressivo si sono dimostrati inadeguati alle reali necessità: non hanno sortito effetti positivi sulla prevenzione e si sono spesso dimostrati inapplicabili anche a causa della complessa morfologia montana.
4.Le forze dell’ordine preposte alla sorveglianza si comportano in modo difforme da località a località, pur in presenza della medesima normativa. In alcuni casi i loro interventi oltrepassano il limite delle funzioni che dovrebbero essere loro assegnate.
5.Il turismo montano sta registrando un forte incremento della domanda per la pratica di quelle attività fuori dagli ambienti gestiti (free ride, ciaspole, sci alpinismo, cascate, ecc.). Le campagne pubblicitarie di Enti o privati propongono immagini di sciatori su neve fresca e le riviste di settore dedicano sempre più spazio all’argomento. Penalizzare questa tendenza con provvedimenti restrittivi, può rivelarsi un grave danno di immagine per tutta la montagna italiana.
Qualsiasi intervento normativo, ammesso che se ne rilevi serenamente l’opportunità, non dovrebbe essere il risultato di un momento di forte emotività (causata più dai media che non da situazioni oggettive) e certamente non dovrebbe diventare operativo nel bel mezzo della stagione invernale.
E’ bene evitare che le diverse Regioni e Provincie autonome assumano posizioni differenti per un’ evidente questione di uniformità di trattamento. Ricordo che, in montagna, non è difficile spostarsi su territori amministrati da enti diversi nella stessa giornata e senza nemmeno rendersene conto.
E’ opportuno infine prestare grande attenzione a quanto stanno facendo le altre nazioni alpine e condividere qualsiasi tipo di intervento.
Alla luce di quanto sopra esposto, formulo le seguenti proposte:
- Istituire un ristretto gruppo di lavoro formato dai professionisti che operano in montagna che si confronti nei prossimi mesi con i referenti politici e che abbia l’obiettivo di effettuare i seguenti passi:
- Analisi dei dati, comparazione tra frequenza di incidenti e numero di praticanti.
- Ricognizione delle normative e relativi provvedimenti addottati nei paesi alpini (Francia, Svizzera, Austria, Germania e Slovenia).
- Elaborazione di una campagna informativa adeguata.
- Redazione di un progetto di educazione pluriennale. La sensibilizzazione dei giovani tramite le scuole per un approccio culturale alla montagna è un argomento che nei paesi stranieri è in corso da tempo.
- Preparazione di uno studio comparato sulle risorse umane ed economiche che vengono attualmente destinate in modo pressoché totalitario al soccorso, a discapito della prevenzione.
- Dare avvio ad un progetto di informazione e educazione dei frequentatori della montagna qualsiasi sia l’attrezzo utilizzato durante la pratica dell’attività: è un errore ritenere che il problema riguardi solo sciatori e snowboarder
Conclusione
In qualità di operatori turistici ci sentiamo in dovere di richiamare la vostra attenzione, ma in particolare quella del Ministero del Turismo, sul grave danno che potrebbe derivare a tutto il comparto dall’applicazione di norme che limitino la libertà nella frequentazione della montagna. I praticanti questo tipo di attività sarebbero indotti a trascorrere le proprie vacanze presso località straniere e il flusso turistico proveniente dai paesi esteri subirebbe senz’altro un decremento, dovuto alla percezione del nostro Paese come un luogo nel quale le regole inibiscono il pieno godimento delle opportunità offerte dalla montagna. Ricordo che il settore del free ride o fuoripista è l’unico ad aver registrato un trend positivo all’interno del mondo dello sci. Molte località sciistiche hanno destinato le proprie risorse allo sviluppo di questo settore e le aziende di abbigliamento e attrezzature hanno convogliato i propri investimenti nella ricerca e produzione di articoli dedicati.
Erminio Sertorelli
Presidente Collegio Nazionale Guide Alpine
9 marzo 2010
dal Corriere della Sera del 27 febbraio 2010
Pala, bollettini e guide: le tre regole anti valanghe
Quando nevica di venerdì, sulle Alpi è subito allarme rosso. E al lunedì le cronache registreranno un fine settimana da dimenticare. Ma questo tragico determinismo si può e si deve rompere. Per farlo basta che tutti noi, che oggi e domani, con gli sci, con le ciaspole, a piedi, in motoslitta, facendo fuoripista o eliski, percorreremo la montagna innevata, facciamo realmente i conti con le situazioni che si sono venute a creare.
Lassù ad attenderci non ci sarà solo la neve farinosa in cui compiere evoluzioni, la neve che rende il paesaggio affascinante e ovattato. Ci saranno anche le valanghe, spontanee o procurate da noi, ma anche da chi ci segue e da chi ci precede, e cadranno per fatalità, per semplici leggi fisiche o per imperizia.
La nevicata delle ultime ore ha accumulato sulla catena alpina un manto nevoso assai variabile da regione a regione. Dal Collegio Nazionale delle Guide Alpine apprendiamo che in Val d’ Aosta ha nevicato molto più a Courmayeur che a Gressoney, ma c’ è stato molto vento in quota. Migliori condizioni ad Alagna, dove sono caduti 15-20 centimetri di neve fresca. A Bormio sono stati una trentina, il che impone una grande attenzione sui pendii ripidi. Gli stessi quantitativi si sono registrati a Campiglio, dove si rilevano però molti strati di neve sovrapposti, che hanno creato dei grossi piani di scorrimento, dando vita a pendii scarsamente consolidati. Nelle Dolomiti orientali invece, dove sono caduti tra i 20 e i 30 centimetri di neve, il consiglio è di sciare alla basse quote, in quanto in alto sono fra l’ altro previste condizioni di scarsa visibilità che aumentano il rischio. Ma si badi bene: sono dati che provengono da una situazione ancora in evoluzione e che potrebbero subire modificazioni anche importanti nel giro di poche ore.
Con tutto questo non dobbiamo rinunciare a partire, ma dobbiamo farlo consapevolmente. A cominciare dall’ attrezzatura, che non può limitarsi all’ Arva, ma deve comprendere anche la pala e la sonda, senza le quali l’ apparato elettronico non serve a nulla. E naturalmente tutti e tre questi attrezzi bisogna saperli usare, anche nelle situazioni di stress che si presentano in caso di incidente.
Dei bollettini delle valanghe non basta considerare gli indici di pericolo, che per oggi sono attestati intorno al grado 3, marcato. Occorre leggere attentamente anche le parti descrittive per capire la formazione e la condizione attuale degli strati nevosi. Ma il bollettino fornisce indicazioni necessariamente generiche.
In caso di dubbio, volendo disporre di notizie specifiche sulla zona nella quale si intende recarsi, meglio rivolgersi agli uffici delle Guide Alpine. Anche un esperto che abbia percorso un itinerario sette giorni prima non può sapere come si sia evoluta la situazione, mentre questi professionisti sono stati con i piedi nella neve tutta la settimana e sanno esattamente in che condizioni si trovi il manto. Ma deve essere soprattutto chiaro un fatto peraltro elementare: l’ attrezzatura, il bollettino, le informazioni sono utili, ma quel che conta è alla fine la valutazione che ciascuno sarà chiamato a compiere sul campo.
Tutto dipenderà da quanto ciascuno di noi deciderà di fare quando si troverà con le punte degli sci protese sul pendio. Prevenire è meglio che deprecare e la prevenzione possiamo farla tutti noi, affrontando un’ escursione con queste avvertenze e questa consapevolezza. E tutti noi dobbiamo fornire un contributo affinché di montagna i media si occupino solo per celebrare il fascino di una delle attività più entusiasmanti che si possano svolgere nell’ ambiente naturale.
L’ arco alpino Valle d’ Aosta Pericolo valanghe forte (quattro su una scala di cinque) in tutto il settore nord-occidentale della Valle d’ Aosta. In tutte le altre zone il grado di pericolo è marcato (tre). Per il fine settimane permane elevata la probabilità di provocare distacchi di ampi lastroni su molti pendii ripidi già al passaggio del singolo sciatore Trentino Alto Adige In Alto Adige nella tarda mattinata di oggi il pericolo valanghe sarà forte (quattro), per poi tornare marcato domani (tre). In Trentino il pericolo è marcato ovunque Veneto e Lombardia In Veneto il pericolo è marcato e ci sono pericoli di distacchi di valanghe oltre i 1900 metri. Anche in Lombardia il pericolo è marcato. Possibili distacchi anche con deboli sovraccarichi
Brevini Franco (27 febbraio 2010) – Corriere della Sera
Se sei una Guida Alpina, una Guida Vulcanologica o un Accompagnatore di Media Montagna regolarmente iscritto al tuo collegio regionale o provinciale dovresti aver ricevuto in questi giorni una mail con le “istruzioni” per accedere all’area riservata di questo sito.
Se non hai ricevuto il messaggio con le istruzioni o se hai difficoltà nell’accedere all’area riservata segnalalo alla segreteria del Collegio Nazionale.
tel. 02-29414211 (lun-ven dalle 9.00 alle 14.30)
SERTORELLI, GUIDE ALPINE: BENE IL DDL BRAMBILLA PER LA SICUREZZA IN MONTAGNA.
UN TURISMO MONTANO SENZA RISCHI UNICA STRADA CERTA PER SCIATORI E PROFESSIONISTI DELLA NEVE
“Voglio esprimere la mia più viva soddisfazione per all’attenzione rivolta alle professioni di montagna da parte del Ministro del Turismo, on. Michela Vittoria Brambilla. Lo dico a nome di tutte le Guide Alpine e di tutti gli Accompagnatori di Media Montagna italiani>.
Questo il commento di Erminio Sertorelli, presidente del Collegio Nazionale delle Guide Alpine Italiane, in riferimento al disegno di legge per il riordino delle professioni del turismo montano presentato in occasione del Forum di Bormio dal Ministro Brambilla. <Il provvedimento legislativo voluto dal Ministro – ha aggiunto Sertorelli – fa ben sperare – Ritengo infatti che questo testo sia perfettamente in linea con la necessità di aggiornamento del nostro ordinamento professionale. Auspico quindi una rapida approvazione del ddl Brambilla da parte del Governo>-.
Il riordino e la nuova regolamentazione delle professioni di turismo montano consentiranno alle Guide Alpine italiane di essere al passo con le nuove esigenze che il settore del turismo montano manifesta progressivamente. <Una volta approvato questo provvedimento – ha dichiarato Sertorelli – saremo finalmente all’avanguardia grazie ad un miglior inquadramento legislativo, che di conseguenza faciliterà anche l’aspetto organizzativo della nostra categoria. Posso sin d’ora comunicare con grande soddisfazione che l’iniziativa è già oggetto di attenzione da parte delle organizzazioni dei colleghi degli altri paesi alpini. Il che pone l’Italia in una posizione di spicco nel panorama internazionale. Il ddl rappresenta un passo importante verso la diffusione della cultura della sicurezza tra i frequentatori della montagna. Ed è a mio avviso l’unica strada certa per ottenere concreti risultati nella promozione di questo importantissimo settore che non può prescindere dalla tutela del turista. Non mi resta che sperare – ha concluso Sertorelli – che la sinergia tra Ministero del Turismo e Collegio Nazionale delle Guide Alpine possa proseguire anche in futuro per portare benefici al comparto turistico della montagna”
Riportiamo l’articolo pubblicato sul mensile Lo Scarpone del CAI (gennaio 2010) inerente la conferenza “La libertà in montagna sotto una valanga di ..limiti, obblighi, divieti”, tenutasi a Bergamo il 21 novembre 2009.

